Il lavoro sviluppa una riflessione sulla percezione ecologica come processo tecnico e trasformativo, in cui dati e interpretazione convivono generando nuove forme di conoscenza. L’opera si articola in due capitoli — Decoding Signals ed Encoding Visions — che mettono in dialogo logiche di calcolo e approcci speculativi: da un lato la rielaborazione di dati idrologici tramite sistemi visivi parametrici, dall’altro l’uso di modelli di intelligenza artificiale generativa per costruire visioni non antropocentriche. Il fiume emerge così come organismo espressivo e soggetto attivo, capace di ridefinire la relazione tra osservazione, tecnologia ed ecologia.
Per questa occasione, l’opera è stata riconfigurata in un ambiente a 360.